Joachim-Ernst
Berendt ha dato la seguente definizione del jazz: "Il jazz è un
modo artistico di suonare la musica nato negli Stati Uniti dall'incontro del
nero con la musica europea".
Gli storici si
affannano a cercare di spiegare le origini del jazz: se questo si sia
evoluto a causa degli strumenti musicali disponibili o dei musicisti che li
hanno suonati. E soprattutto, dove è nato il jazz?
E' certo che
parecchie sono le componenti sociali che hanno dato vita, a partire dalla
fine dell'Ottocento (e forse qualcuna anche prima) alla musica jazz.
Pensiamo alla guerra civile americana, l'incontro dei negri con la cultura
europea, la presenza della Chiesa, la notazione musicale europea, ma
soprattutto la schiavitù.
I negri d'America
si esprimevano, al lavoro, con particolari forme di comunicazione, dette calls
and cries oppure cotton fields holler. Queste si avvicinavano
molto alle originali espressioni africane e consistevano in un grido
intonato. Risultava quindi una forma espressiva simile ai richiami tribali
africani. Già più elaborati risultavano i work songs che
risentivano maggiormente delle influenze musicali europee. I canti di lavoro
si svilupparono anche perchè i bianchi permettevano ciò, dal momento che
gli operai risultavano alleviati e producevano meglio. Queste forme di canto
di dolore confluiranno nel tempo in un genere musicale che viene considerato
come l'anima del jazz: il blues.
Infine riguardo
alla patria del jazz, dobbiamo notare che a New Orleans era
alta la presenza di popolazione afroamericana con relativa convivenza di
ceppi linguistici anglosassoni, francofoni, latinoamericani e caraibici.
Probabilmente la promiscuità di tali presenze ha contribuito fortemente alo
sviluppo del jazz che, di per sè, è frutto di esperienze sociali diverse e
contrastanti. Ad ogni modo, anche se la storia del jazz alle origini può
essere inquadrata entro specifici termini geografici, dobbiamo rilevare che
gli stili originari hanno preso nome dalle località in cui si sono
evoluti: New Orleans, Chicago, New York.
La prima
incisione di jazz risale al 1917 ed è opera della Original Dixieland
Jass Band (divenuta in seguito Original Dixieland Jazz Band).
Dalla fine degli
anni Venti la nuova musica si diffonde in tutti gli States ed accompagna
tutti gli sconvolgimenti interni attraversati dalla società americana (la
prima guerra mondiale, il crollo di Wall Street, la seconda guerra mondiale,
la lotta dei negri per l'integrazione etc).
Negli anni trenta
l'originale stile New Orleans dei negri e il Dixieland dei bianchi venne
sostituito dallo swing. Qualche anno dopo l'avvento del bebop fece si che
il jazz non venisse più considerato solo come musica da ballo o
intrattenimento, ma anche come musica d ascolto.
Più tardi si
susseguirono evoluzioni e diversificazioni di jazz che si concretizzarono nel
cool jazz, nell'hard bop e il free jazz.
Grande contributo
alla divulgazione hanno dato anche orchestre bianche che hanno raggiunto
raffinatezze sonore e melodiche ineguagliabili. Ma l'anima di questa musica,
a mio modesto parere, resta pur sempre nera. E riposa tra gli strumenti dei
grandi improvvisatori del sax, della tromba, del piano ma, soprattutto,
nelle voci e nel cuore delle più grandi jazz singers della storia.
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