L'era dello swing

 

Quella che abbiamo definito come l'era dello swing (to swing in inglese significa dondolare, e si allude chiaramente al tipico fraseggio dondolante e sincopato della musica di cui ci interessiamo) occupa un lasso di tempo che potremmo individuare all'incirca tra il 1935 e il 1945.

Il nascere e lo svilupparsi di questa particolare forma di jazz coincide con un preciso momento di risollevamento economico che gli Stati Uniti stavano affrontando alla metà degli anni trenta grazie agli interventi promossi dal Presidente Roosvelt.

Si assiste in questo periodo, musicalmente parlando, ad un cambio della guardia in fatto di jazz: la volontà di cambiamento e la rinata voglia di divertimento che pervadeva la società statunitense fece sì che le vecchie orchestrine fin troppo melodiche e talvolta addirittura sdolcinate rette molto spesso da voci bianche, furono sostituite dalle nuove e frizzanti band che andavano imponendosi nel nuovo Mondo.

Pensiamo subito alle grandi orchestre di Duke Ellington, Tommy & Jimmy Dorsey, Count Basie, Jimmie Lunceford, Benny Goodman Cab Calloway, Glenn Miller,  e tanti altri.

La gioventù americana impazziva per la nuova musica e fin dalla metà degli anni trenta le sale da ballo ingaggiavano con successo le bands di grido per riempire i loro locali. Spesso succedeva che nello stesso locale venissero ingaggiate due diverse orchestre che rivaleggiavano tra loro a suon di arrangiamenti e improvvisazioni in una sorta di gara. Tutto ciò a vantaggio del pubblico.

 Un notevole contributo all'espandersi di questo genere venne anche dalla radio che diffondeva ampiamente la musica swing.

La consacrazione della musica swing avvenne nel 1938 quando Benny Goodman potè esibirsi, insieme ad altri jazzisti dell'epoca,  al Carnegie Hall di New York. E' quindi possibile affermare che con la musica swing il jazz attraversò una nuova fase di estrema vitalità e consenso popolare.

La parabola discendente dello swing comincerà comunque nel 1942 in coincidenza con l'entrata in guerra degli Stati Uniti. Ciò per una serie di motivi che vanno dalle nuove difficoltà economiche insorte, alle chiamate alle armi dei componenti delle bands, le nuove imposte economiche per i gestori dei locali etc.

Le ultime testimonianze di questo splendido periodo restano i V-disc (78 giri destinati alle Forze Armate dislocate in tutto il mondo) che contribuirono alla divulgazione del jazz nel vecchio Continente.

 

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