Storia della Ihagee

 

Il logo della Ihagee


La ditta Ihagee è universalmente conosciuta nel mondo della fotografia quasi esclusivamente grazie al nome di una fotocamera che ha fatto storia e il cui disegno, la cui concezione e i cui principi si sono tramandati nel tempo, quasi immutati,  fino ai primi anni settanta. Stiamo parlando, ovviamente della celeberrima Exakta.

Ma la storia e la produzione del marchio Ihagee non si identificano esclusivamente con questo fortunato modello. Infatti esse sono indissolubilmente legate alla storia del fondatore della famosa ditta tedesca (Johan Steenbergen) e al luogo in cui questa nacque e si sviluppò, una fucina di tecnologia fotografica che diede vita a tutta una serie di marchi che evocano ancor oggi sentimenti di ammirazione e di nostalgia: Dresda.

La ditta Ihagee (dall'abbreviazione tedesca della dicitura "Industrie und HandelsGeselleschaft" - I H G -) venne fondata da un olandese di nome Johan Steenbergen nato a Meppel il 7 dicembre del 1886. Suo padre, Jan, era un commerciante di tessuti  e sembra che il giovane Johan avrebbe dovuto seguire le sue orme. Fin da ragazzo dimostrò una certa attitudine al commercio ereditata, sembra, dalla madre Sophie Brummer. Si ricorda addirittura un aneddoto secondo il quale da ragazzo comprò all’asta una scatola di pennarelli e li rivendette, guadagnandoci, a parenti e amici. Durante le scuole superiori cominciò ad interessarsi al mondo dei prodotti fotografici in genere in cui aveva cominciato a commerciare. Dopo la morte del padre comprese che la sua strada non era certo quella del commercio di tessuti e si risolse ad abbandonare Meppel per trasferirsi in Germania. Prima che partisse per Dresda aveva già disegnato il suo logo: una luna calante con un sole nascente (il logo utilizzato per tanti anni dalla Ihagee).

Il giovane Johan si diresse a Dresda, una cittadina dove era già fiorente un'industria meccanica di precisione e dove operavano già ditte dal nome altisonante come per esempio la Balda, la Huttig, la Zeh, la Wünsche ma soprattutto la Ernemann. E fu presso quest'ultima ditta  che Stenbergen trovò impiego in qualità di apprendista. Col tempo comprese che quello era il centro della fotografia dell'epoca e che proprio in quella città avrebbe dovuto continuare la sua opera. Tra l'altro l’importanza di Dresda fin da quel tempo è testimoniata dall’esistenza di una grande esposizione della fotografia che si teneva in quella città fin dal 1908.

Nell’aprile del 1912 Steenbergen riuscì a coronare il sogno di impiantare nella città della fotografia una ditta tutta sua. Fu così che fondò la Industrie und Handelsgesellschaft Kamerafabrik in Marcolinistrasse al nr. 8. All’inizio la ditta si proponeva la commercializzazione di materiale fotografico in genere, tanto che trattava la vendita di accessori per la fotografia, piccole attrezzature e materiale sensibile, pur senza disdegnare la  realizzazione di parte dell'attrezzatura fotografica  presumibilmente assemblando macchine composte di parti acquistate da altri fabbricanti. Ma subito dopo si dedicò esclusivamente alla produzione e al commercio di attrezzature fotografiche. Il nome della ditta venne abbreviato in Ihagee Kamerawerk.

Riguardo ai primi passi mossi dalla neonata Ihagee e alla sua produzione, purtroppo sappiamo molto poco . Una delle prime macchine prodotte fu la Photorex, una macchina a soffietto di tipo classico, con otturatore Compound. E' presumibile che in quel periodo ci siano stati dei rapporti commerciali e forse di cooperazione con la ditta Mono-Verk con sede in Magdeburgo poiché vi è notizia di una versione della fotocamera Mono Minax del 1914 che riporta la dicitura Ihagee sul corpo macchina. Allo scoppio della prima grande guerra 1914-1918 la ditta subì una forma di rallentamento forzato dovuto alla richiesta dell'esercito che chiamava alle armi la cittadinanza tedesca e, di conseguenza, anche gli impiegati e gli operai della Ihagee. 

Steenbergen che nel frattempo era tornato in Olanda, da dove amministrava ora i suoi interessi, continuava a veder crescere il giro di affari della sua attività che, dopo la fine del primo conflitto mondiale, aveva notevolmente ampliato il proprio raggio d'azione ed acquisito importanza nel panorama industriale tedesco. Così il giorno 11 dicembre del 1918 la Offene Handelgeselleschaft Ihagee Kamerawerk Steenbergen & Co. fu iscritta al registro commerciale di Dresda. Contemporaneamente la dirigenza Ihagee si risolse, nel 1919, a trasferire la propria sede in un edificio più consono alla rinnovata produttività, pur rimanendo a Dresda. E la ditta venne trasferita in Gottfried Kellerstrasse 85. Contestualmente a questa nuova consapevolezza di accresciuta maturità della propria fabbrica, Steenbergen decise di iniziare la produzione di una macchina di legno ideata da lui stesso. Su quale modello fosse e che fortuna ebbe non dispongo di notizie.

Nel corso degli anni la Ihagee ha realizzato numerose macchine , in legno e metallo, a soffietto, del tipo definito Klapp, a lastre o per rullo. Tra i modelli più fortunati ricordiamo la Ultrix che era una fotocamera a soffietto di tipo classico che utilizzava il rullo 120 e la bella Parvola, un soffietto di piccole dimensioni che impressionava la pellicola in rullo 127. Ad ogni modo sul corpo macchina mai era riportato il nome della fotocamera, ad eccezione del modello Paff. Ciò cambiò nel 1933 con l’avvento dell’Exakta  con il suo formato 6,5 x 4 (non 6 x 4,5) su pellicola. Il successo ottenuto dalla fabbrica di Steenbergen era comunque in continua crescita sia per la schiera di fotoamatori che apprezzavano i prodotti sia per la qualità offerta dagli stessi così che i fabbricati risultavano troppo piccoli e nel 1923 venne deciso un altro trasferimento. Fu realizzato un grande impianto nel distretto di Striesen in Schandauerstrasse 24, a Dresda, dove già  producevano la Ernemann e la Ica. La fabbrica aveva una superficie di circa 5580 mq e si sviluppava su tre piani e impiegava centinaia di lavoratori. Ciò accresceva la fama di Steenbergen che, per i suoi meriti, fu nominato Console onorario nel 1929 in rappresentanza dell’Olanda. Il 28 giugno 1930 ricevette la visita del principe d’Olanda Hendrik (nonno della regina Beatrice) che visitò il consolato e la fabbrica.  Steenbergen  provvedeva anche  a pubblicare depliants pubblicitari e note informative: in seguito di ciò si interessò Wermer Wurst che nel 1928 era entrato a far parte della Ihagee . Anche se aveva iniziato come apprendista egli aveva studiato alla scuola tedesca di fotografia e divenne in seguito un manager del dipartimento della pubblicità. Egli divenne famoso per il libro “Exakta Klieinbild-Fotografie” ristampato 11 volte e per molte altre pubblicazioni sull’ Exakta e sulla fotografia in generale.

Dal momento che la Ihagee aveva numerato tutte le macchine in ordine sequenziale e il numero sequenziale delle Exakta partiva dal 400.000 la ditta aveva probabilmente prodotto tante macchine nei primi 21 anni della sua esistenza. Ad ogni modo è risaputo che la fabbrica produceva circa 3000 macchine al mese con un  personale di circa 660 operai negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della seconda guerra.

La Ihagee quindi divenne famosa con la fotocamera Exakta anche se  questa non può essere considerata la prima reflex realizzata dalla Ihagee, poichè già nel 1920 era stata prodotta la Paff, una box camera reflex monobiettivo. E poi ne erano state prodotte molte altre precedentemente anche da altre ditte. In cosa sta allora la carica innovativa di questa celeberrima macchina fotografica? Innazitutto dobbiamo distinguere tra l'Exakta Standard (definita anche VP dal nome del tipo di pellicola che utilizzava "Vest Pocket Kodak") e la Kine Exakta.

Occupiamoci dapprima della Exakta Standard . Questa fotocamera venne presentata alla Fiera di Lipsia del febbraio del 1933, dopo che la produzione era iniziata nel 1932. Le sue caratteristiche salienti fanno capire subito che si tratta di qualcosa di innovativo. La macchina presentava uno specchio a 45°, un mirino a pozzetto pieghevole, la sua forma trapezoidale le assicurava una discreta ergonomia rendendola facilmente maneggevole e, oltretutto, utilizzava la pellicola 127 che all'epoca era largamente usata (la si può reperire anche oggi presso alcuni negozi specializzati). Si trattava sicuramente di qualcosa di veramente originale in un panorama fotografico dominato dalle Leica e dalle Contax. Il successo fu immediato e i primati che vanta la piccola di Dresda sono diversi. Tra questi: 1) l' Exakta può essere definita la prima fotocamera monobiettivo di tipo moderno che utilizzava pellicola in rullo; 2) l' Exakta vanta un otturatore sul piano focale che va da 12" fino ad 1/1000"; 3) l' Exakta adotta la leva di avanzamento dieci anni prima delle rivali; 4) l' Exakta vanta un sistema che consente l'utilizzo del flash collegato all'otturatore. Di questa fantastica fotocamera sono stati prodotti diversi modelli e anche le singole versioni sono state differenziate tra loro per piccoli accorgimenti tecnici. Per chiarezza e praticità vengono distinti nei seguenti modelli: Modello A del 1933 elaborato in 5 versioni, Modello B del 1933 elaborato in 7 versioni; Modello C del 1935 elaborato in 3 versioni; Modello definito Night Exakta del 1934 elaborato in 4 versioni; Modello definito Exakta Junior del 1936 elaborato in 3 versioni. A questa serie di fotocamere venne affiancata una diversificata offerta di ottiche intercambiabili che ne aumentavano considerevolmente la versatilità (particolare che ha sempre contraddistinto la produzione Exakta) e di accessori per diversi tipi di impiego sia amatoriale che professionale. Queste caratteristiche (comuni in un certo senso anche alla produzione Contax della Zeiss Ikon) hanno fatto sì che l'Exakta si imponesse come una macchina fotografica universale.

La Kine Exakta, progettata e realizzata da Karl Nüchterlein  con l’assistenza di Otto Helfricht e Rudolf Groschupf, manteneva inalterate tutte queste caratteristiche ed offriva in più una particolarità che verrà apprezzata maggiormente nel corso degli anni: il fatto che utilizzava la pellicola 35mm. Questa leggendaria fotocamera venne presentata alla fiera di Lipsia del 1936, soltanto un anno dopo la realizzazione di un'altra macchina storica, la Gomz Sport, che detiene con essa il primato di rappresentare la prima reflex 35 mm della storia. Infatti, da un punto di vista esclusivamente temporale, il primato andrebbe alla macchina russa che, sembra essere stata commercializzata fin dal 1935 nella sola Unione Sovietica. Le fonti a tal riguardo non sono particolareggiate, in pieno stile sovietico (basti pensare che fino alla caduta del muro di Berlino era perlomeno improbabile poterne visionare qualche esemplare). Ma da un punto di vista commerciale inteso in senso di fruibilità da parte del mondo della fotografia,  la Gomz Sport non poteva competere con la versatilità della Kine Exakta. E questo per varie ragioni. Innanzitutto il limitato numero di esemplari prodotti che relega la macchina sovietica al ruolo quasi di prototipo, poi l'area geografica di appartenenza che limitava la diffusione della stessa, ma anche l'inesistenza di ottiche dedicate anche se la macchina era predisposta in tal senso e la mancanza completa di accessori. Tutto il contrario della fotocamera tedesca: questa vantava un corredo di ottiche originale Ihagee ma anche di tutta una serie di produttori anche esteri, la possibilità di essere impiegata in qualsiasi ramo di utilizzo (dall'amatoriale allo sportivo, al giornalismo alle applicazioni scientifiche) grazie ad una smisurata serie di accessori dedicati. Per questa serie di motivi è giusto riconoscere alla Sport solo il primato storico cronologico che però si esaurisce con la vita del modello stesso (limitatamente a pochi anni). Nulla a che vedere con l'innovazione e le potenzialità pratiche della Kine che, evolvendosi ma rimanendo praticamente la stessa per circa 40 anni, ha dato vita alle magnifiche Varex degli anni sessanta.

Ma torniamo alla Kine Exakta. Questa fotocamera appariva, alla sua presentazione, come una macchina originale, pur percorrendo la linea caratteristica della Exakta Standard, ma con un mirino a pozzetto che includeva una lente di ingrandimento di tipo circolare che facilitava notevolmente la messa a fuoco. Altra caratteristica peculiare introdotta dalla Kine era la taglierina introdotta nel corpo macchina ed azionabile dall'esterno grazie ad un piccolo pomello posizionato sul fondo. Ciò consentiva di risparmiare sul film non esposto. Per il resto il posizionamento della leva di carica rimaneva sulla sinistra, così come il pulsante di scatto (tipico di tutte le Exakta) e la ghiera dei tempi lenti a destra. I tempi andavano da 1/25" a 1/1000" + B e T. Questo primo modello, denominato per comodità Versione 1 (round magnifier) del 1936 venne aggiornato l'anno successivo dalla Versione 2 (rectangular magnifier) diversa per la forma dell'oculare posto sopra il pozzetto. Nel 1937 venne anche prodotta una serie, denominata Versione 3 che recava la dicitura Exacta (la cosiddetta "C" spelling) destinata prevalentemente al mercato statunitense. Nel 1938 venne introdotta poi la Versione 4 che è l'ultima di quelle precedenti il secondo conflitto bellico. Le Kine prodotte prima della guerra riportano tutte la scritta Ihagee sul dorso. Dopo la guerra, nel 1948, venne introdotta la Versione 5 anch'essa con la dicitura Exacta (la cosiddetta "C" spelling).

Da questo momento in poi venne avviata la linea Exakta II che si evolvette in seguito nella Exakta Varex (1950), Exakta V (1950), Exakta VX (1951-56), Exakta Varex IIa ((1957-62), Exakta Varex IIb (1963), Exakta Varex 1000 (1967) Exakta Varex 500 (1969). 

Ma la storia dell'Exakta non si esaurisce qui. Infatti con questo nome venne prodotta anche, nel 1938 e per un breve periodo, una rivoluzionaria medio formato che ispirò negli anni successivi fotocamere del tipo Praktisix, Penatconsix, Kiev 60, Pentax 6x6. Si trattava di una reflex maggiorata, denominata Exakta 66, che utilizzava il rullo 120 e da cui si ottenevano fotogrammi di formato 6x6 cm. Ricordava in tutto e per tutto una Exakta Standard,  tranne che per la caratteristica leva di avanzamento posizionata sul fondo del corpo macchina. Per il resto solo le dimensioni, adatte a ricevere un rullo di pellicola 120, la facevano differire dalla storica antesignana. Con lo stesso nome venne prodotta, nel dopoguerra, un'altra medioformato dalla forma inconsueta e con magazzino intercambiabile. Ma, come è già stato accennato, l'irrompere del secondo conflitto bellico interruppe definitivamente la produzione di questo modello. 

Infatti la seconda guerra mondiale e la società nazista della Germania influirono enormemente sull'intera produzione della Ihagee. Il 15 gennaio 1940 infatti venne promulgata una legge che regolamenta i beni siti in territorio germanico appartenenti a cittadini stranieri di nazioni nemiche. Ciò comportava che questi non potevano disporre più dei loro beni in patria. E, per forza di cose, tale provvedimento venne subito applicato anche nei confronti di  Steenbergen e di sua moglie che, nel maggio 1940 vennero arrestati per un breve periodo (probabilmente in seguito anche alle discriminazione razziali dal momento che la moglie di Steenbergen era ebrea) e poi rilasciati così che poi partirono per gli Stati Uniti dove si stabilirono nel 1941. Le loro proprietà vennero confiscate e il 26 agosto del 1940 e tutti i dirigenti della  Ihagee vennero sostituiti da uomini d'affari imposti dal nazismo. La fabbrica  venne così asservita alle esigenze della Wermacht fino a che non venne completamente distrutta durante i bombardamenti aerei su Dresda il 13 febbraio 1945.  

Potremmo dire che la storia della Ihagee a questo punto si interrompe, ma non termina. Infatti nel successivo dopoguerra la ditta si ricostituisce in quella che nel frattempo era divenuta la Germania dell'Est. Qui si ricomincia a produrre l'Exakta II del tutto simile agli ultimi modelli della Kine finchè nel 1950, con l'introduzione della Exakta Varex venne consentita la possibilità di intercambiare il mirino che fino a quel momento era disponibile solo come pozzetto. Ora si poteva scegliere di sostituirlo con il pentaprisma. Le caratteristiche della Exakta Varex faranno da guida per circa un ventennio per tutta la produzione che seguirà, evolvendosi nelle famose Exakta Varex IIa, Exakta Varex IIb, Exakta Varex 1000 ed Exkta Varex 500. Questi sono gli ultimi veri prodotti Ihagee che, negli anni '70, dovranno cedere il passo all'esuberante produzione giapponese.

Da ricordare che, sempre a partire dai primi anni '50 all'Exakta venne affiancato un modello più economico ma completamente compatibile ed intercambiabile con essa: la Exa. Questa, realizzata in diverse versioni, vantava un corpo macchina più piccolo, ma lo stesso innesto obiettivi, la possibilità di intercambiare i mirini e tutti gli accessori che avevano fatto grande la sorella maggiore Exakta.

Oggigiorno queste macchine sono abbastanza ricercate e offrono ancora la possibilità di fotografare con piacere e con ottimi risultati ad un costo davvero contenuto.

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