Jazz Music

 

Lady Day (Fagan Eleanora, detta "Billie" Holiday)

 

Il Jazz... quella che a me piace definire "la musica dell'anima" (e chiedo scusa se tale definizione è stata precedentemente utilizzata da qualcun altro)...

Una premessa è d'obbligo: non è certo compito mio, nè rientra nelle finalità del sito ripercorrere e cercare di spiegare la storia e l'evoluzione di questo genere musicale. Qui ci occuperemo di un particolare genere di jazz che prese a svilupparsi intorno alla metà degli anni Trenta e che si protrasse per un decennio circa, lasciando segni indelebili nella cultura musicale che seguì: lo swing.

Non potrei comunque ignorare la melodiosa presenza delle basse voci femminili del tempo che hanno lasciato testimonianza di sè in incisioni storiche, accompagnate dalle più grandi orchestre dell'epoca. Come sarebbe possibile parlare di jazz senza che la mente corra subito alla superiore, intima, triste voce di Billie Holiday o a quella forse meno provata di Ella Fitzgerald? E come tralasciare la grande schiera di cantanti che si sono avvicendati sulla ribalta della musica più o meno nera?

Tutto questo però va inquadrato in una precisa vicenda storica della musica jazz che, a mio parere, va affrontata, anche se sommariamente e per tappe.

Pertanto questa breve pagina dedicata alla musica dell'anima sarà suddivisa in tre grandi sezioni in cui si affronterà dapprima la vicenda storica, poi il periodo swing e infine un ricordo delle grandi voci del jazz con una doverosa eccezione per la grande "Lady Day" a cui verrà dedicato lo spazio secondo me necessario per rendere omaggio ad una donna, prima che ad un'artista, dalla vita travagliata ma, forse, dalla sensibilità vocale ineguagliabile.

 

La vicenda storica

L'era dello swing

Le grandi voci

 

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