Zeiss Ikon Contax 

I tre modelli della Zeiss Ikon Contax  degli anni trenta

 

Zeiss Ikon Contax I

Zeiss Ikon Contax II

Zeiss Ikon Contax III

 

La nascita della Contax si inserisce in un contesto storico del tutto particolare. La produzione di macchine fotografiche era infatti, fino ad allora, caratterizzata dalla realizzazione di apparecchiature generalmente di grande o medio formato.

Già nel 1913 Oskar Barnack aveva progettato una fotocamera per il formato 24x36, ma la produzione iniziò solo nel 1925, in un'officina di Wetzlar specializzata in microscopi, la Ernst Leitz. La macchina venne battezzata Leica (LEItz CAmera).

La risposta della Zeiss Ikon fu la Contax. Il progetto Contax si deve in gran parte alla genialità del dottor Heinrich Kuppelbender, direttore tecnico della Zeiss Ikon. Il problema principale era quello di costruire una fotocamera che funzionasse con lo stesso formato di pellicola della Leica senza copiarla. Del resto numerosi brevetti proteggevano la tecnologia che riposava dietro la fotocamera della Leitz. In ogni caso, Kuppelbender riuscì a progettare una serie di componenti (il telemetro, l'otturatore, l'innesto ottiche, il dorso, il meccanismo di trascinamento del film) del tutto originali, tanto che presentò numerose richieste di brevetto (a suo nome). La Zeiss selezionò un'equipe apposita e la dedicò esclusivamente alla progettazione degli accessori per la Contax, mentre Bertele si dedicò alla progettazione degli obiettivi.

Come si vede, l'impegno profuso dalla Zeiss Ikon fu notevole, ed i risultati, se sul piano commerciale non eguagliarono quelli della Leica, a causa principalmente dell'alto prezzo di vendita dell'intero sistema, sul piano tecnologico risultavano allo stesso livello, quando non superiori, a quelli della concorrente.

La Contax venne prodotta fino al 1943. Il primo modello ai nostri occhi potrebbe risultare piuttosto macchinoso rispetto alla rivale del tempo (per intenderci la Leica), almeno riguardo alla regolazione dei tempi e forse anche il disco di messa a fuoco che, posizionato nella parte superiore del corpo macchina,  può sembrare meno pratico del classico sistema di messa a fuoco utilizzato dalla fotocamera della casa di Wetzlar. Nel 1936 venne introdotta la Contax II che si distingue per una finitura cromata, il diverso posizionamento della ghiera dei tempi, la presenza della leva dell'autoscatto ed altri particolari, pur mantenendo la struttura squadrata e piuttosto massiccia di quasi tutte le fotocamere Zeiss. A questo modello si aggiunse, nello stesso anno la Contax III. Quest'ultima era praticamente identica alla Contax II, ma differiva per la presenza della torretta esposimetrica posizionata al centro della parte superiore del corpo macchina. (L'unico handicap che si può riscontrare in questa favolosa macchina fotografica è sicuramente la tendina metallica a scorrimento verticale . Col tempo infatti le fasce telate che azionano lo scorrimento delle tendine tendono a deteriorarsi col risultato che la macchina si blocca).

Dopo la seconda guerra mondiale, dato che le officine Zeiss avevano sede a Jena, nella zona di controllo sovietico, al momento del ritiro delle truppe americane, gli statunitensi portarono con loro centotrenta tecnici a cui affidarono una ex fabbrica di sigari a Heideneheim, vicino a Stoccarda. Lì nacque la nuova Zeiss Opton.

Quasi contemporaneamente i trecento tecnici ed operai rimasti furono trasferiti in Unione Sovietica assieme ai macchinari per la produzione delle Contax. Ciò portò ad una situazione quantomai inusuale: la stessa macchina veniva infatti prodotta da due industrie differenti. In URSS veniva realizzato un apparecchio che si distingueva dall'originale solo per il nome (e per la qualità più scadente dei materiali utilizzati) che adesso diventava KIEV. Dalle officine occidentali di Oberkochen uscivano nel 1950 e nel 1951 due modelli leggermente modificati (per le dimensioni più compatte e per la maggior robustezza del famoso otturatore a tendine metalliche a scorrimento verticale utilizzato sulle vecchie Contax) denominati Contax IIa e Contax IIIa nella versione con esposimetro esterno, destinati a rimanere in produzione fino al 1961.

Significativa resta inoltre la presentazione nel 1949 della Contax S (spiegel=specchio) che, insieme all'italianissima Rectaflex è considerata la progenitrice delle moderne fotocamere reflex monobiettivo.  Era una macchina dotata di pentaprisma e specchio, tendine in tela e innesto obiettivi a vite.

 

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