Collezionare fotocamere

 

Leica, la regina del collezionismo

 

Iniziare una collezione è sempre qualcosa di appassionante. E' bene comunque partire dal presupposto che non si può essere esperti di tutto e, credo, nemmeno diventarlo.

In campo fotografico, in particolare, la disponibilità di materiale è talmente vasta che è fondamentale prefiggersi lo scopo di indirizzare fin dall'inizio la propria collezione verso un campo piuttosto definito. Ciò servirà innanzitutto per evitare di sperperare soldi, poi a non trovarsi nella condizione, molto fastidiosa, di doversi disfare di pezzi divenuti "ingombranti".

Come muoversi quindi nel mare sterminato della fotografia? Ovviamente non esistono regole da seguire. Ognuno colleziona ciò che più gli piace al momento salvo poi, come succede sempre, rendersi conto che deve esserci per forza un filo comune che lega tra loro tutte quelle fotocamere che inseguiamo. Sulla base di ciò, forse, si intuisce lo scopo della nostra collezione. Ma non sempre è così. 

Qualcuno rimane comprensibilmente affascinato dal mito Leica e dedica la sua vita da collezionista al perseguimento di tale fine. Altri (come me) hanno un debole per l'immesa produzione Zeiss Ikon. Ma non è solo per marchi che si può interpretare il collezionismo. C'è chi si rivolge esclusivamente alle bellissime fotocamere italiane, senza distinzione di marca o di epoca. Altri seguono la tipologia costruttiva della fotocamera e su quella impiantano la loro passione: le biottica, per esempio (ad iniziare dalle Rollei e tutte le sue copie). Interessante è anche il campo delle macchine a telemetro, di quelle a soffietto etc. Qualcuno insegue soltanto microcamere, altri macchine stereoscopiche, altri ancora il mondo infinito delle copie famose... Si tratta, insomma, di un orizzonte sconfinato in cui è bene orientarsi in tempo per non perdere la bussola...e il portafoglio!

Altro parametro da considerare nell'accingersi al nostro hobby è quello dello stato d'uso delle fotocamere. Preferiamo una macchina anche se malridotta o incompleta pur di averla, o è meglio aspettare e trovarla in buone condizioni e funzionante? Qualcuno pretende solo macchine in condizioni "A" con imballo originale, come se fossero appena uscite dalla fabbrica. Personalmente, pur apprezzando e acquistando solo macchine in buono stato e perfettamente funzionanti, preferisco una macchina "vissuta" che sappia ispirarmi la sensazione di tenere tra le mani uno strumento "usato"; una fotocamera che abbia già regalato a qualcuno, tanti anni addietro, dei momenti da ricordare. Ma questi sono gusti personali...

 

Punti da ricordare

(dalle riviste specializzate)

  • Collezionismo è sinonimo di libertà: ognuno è libero di intenderlo come vuole.

  • Se volete dare un'impronta omogenea alla vostra collezione, pianificatela con calma.

  • Non esistono solo i temi monomarca ma anche quelli trasversali: microcamere, biottica, miniatura, stereo etc.

  • Leica è la regina del collezionismo fotografico, ma è anche la marca con i prezzi più cari: non fossilizzatevi sui soliti temi.

  • Non vi sono solo i corpi macchina: pensate agli obiettivi, ai mirini, ai libretti d'istruzione etc.

  • I libri sono fondamentali per un'esatta collocazione tecnico-storica degli oggetti che collezioniamo.

  • Non lasciate le macchine comperate a impolverarsi in bacheca: usatele.

  • Le macchine veramente rare sono poche. Inoltre la rarità non è data dall'anzianità.

  • Il bello del collezionismo è anche quello di cercare i pezzi, non solo di comperarli.

  • La collezione deve appagare sé stessi.

 

Fiere e negozi

Valutazione dell'usato

 

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